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Sabato 25 Mag 2013
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La Centralina

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La Casera

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Le Aquile Randagie

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Vado in Codera per...

Nuovo alzabandiera in Centralina

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18-19 maggio 2013 - Novi-Clan Milano 51 PDF Stampa E-mail
Scritto da Novi-Clan "Orsa Maggiore" MI 51   

Novi-Clan Milano 51

Partiti sotto minacciosissime nubi grigie, saliamo gli scalini, con il lago che si apre da un lato e la roccia che incombe dall’altro. Dopo il valico e le gallerie arriviamo a Codera, e di qui raggiungiamo la centralina mentre la pioggia comincia a rinforzare. Montiamo le tende, tiriamo un telo per ripararci, e cominciamo ad attrezzarci con fornellini e gavette per la cena. Dopo cena ci spostiamo volentieri al calduccio della centralina, dove Emanuele, Mariano e il buon Pagno ci offrono un tè caldo, noi ricambiamo con onesti tarallucci e vino.

Mentre fuori piove sempre di più, si chiacchiera con Emanuele e Mariano della Storia della valle, delle Aquile Randagie, di “passione”, “amicizia”, “ coraggio”, del rapporto della valle con gli scout.... Non manca un colpo di scena, nel momento in cui si scopre che il Confa è nipote d’arte di Aquila Randagia DOC. Riusciamo pure a strimpellare qualche canzone, a condividere la preghiera e il ricordo di alcune “fotografie” della giornata. Tutto si interrompe bruscamente uscendo per tornare in tenda col rumore del fiume in piena e delle sirene delle chiuse, nella notte buia e tempestosa, che buia e tempestosa rimane fino al mattino successivo.

Colazione a the e biscotti, smontiamo ovviamente con l’acqua che entra da tutte le parti e andiamo a Codera a fare la messa. E dopo la messa accadde il miracolo... Sole! Riusciamo a goderci qualche ora con in fondo alla valle le montagne piene di neve e dietro un minimo di cielo sereno.

Pranzo appoggiati alla stufa della centralina, condividiamo dei punti della strada e ci rimettiamo in cammino verso valle, di corsa per non perdere il treno (Ele si sloga una caviglia...). Arriviamo giusto in tempo per renderci conto che il treno... non c’è! Sparito! Per cui raggiungiamo Colico in autostop.

Insomma nonostante la pioggia posto bellissimo e denso di significato (“perchè?”): soddisfattissimi!

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4-5 maggio 2013 - Alta sq. Borgolombardo PDF Stampa E-mail
Scritto da Alta sq. Borgolombardo   

sq. Pipistrelli Milano 31

Giacomo:
Due giorni di val codera sono bastati per farmi appassionare a quelle montagne, quel ruscello, quegli alberi e quelle stradine solcate da ragazzi e uomini, che sono stati fondamentali per lo scautismo e per l'italia! Abbiamo faticato camminando, ma ne è valsa la pena per quel posto! Abbiamo faticato portando legna, ma ne è valsa la pena per quella gente! Sono stato molto felice di visitare quel paradiso naturale, che è anche un pezzo di storia!

Antonio:
“L'uscita piu bella della mia vita”
Sabato 7 e domenica 8 2013 il nostro reparto Borgolombardo 1 si è recato in Val Codera chei secondo me e spero anche secondo gli altri e stata una anzi l'uscita migliore capitata e vissuta finora. Sabato pomeriggio ci siamo recati in macchina al piedi della val codera poi dopo una camminata di circa tre ore (con molte pause) e la vista stupenda che mano a mano ci regalava il paesaggio, siamo arrrivati alla centralina. Durante il cammino ci siamo fermati ad osservare il ricordo di uno scuat sfortunamente morto per un incidente li in val codera e decidendo insime abbiamo voluto lasciare una ricordo una promessa di uno di noi al ritorno.E' stato molto bello arrivare a destinazione alla Centralina e trovare Fabio che ci accogliesse dopo le tre ore o piu di camminata stancante e sopratutto pesante. Circa alle 21:00 ci siamo sistemati e abbiamo mangiato a volonta con la gradita compagnia di Fabio. Dopo aver mangiato abbiamo svolto ognuno dei compiti per preparare il resto della serata. Dopo di che abbiamo allestito il bivacco e ci siamo seduti attorno al fuoco e al meraviglioso celo stellato che la val codera con tutta la sua belleza ci ha donato, al bivacco abbiamo conosciuto Emanuele che ci ha raccontato una bellissima storia l'impresa delle aquile randagie coloro che hanno rifiutato le leggi del fascismo e anno saputo tener viva la fiamma affinche non morisse e non si piegasse al fascismo una delle cose uscite dalla bocca di emanuele fu La divisa è un orgoglio ben lo sapevano le Aquile randagie, che dovevano indossarla di nascosto, ma davano molta importanza al farlo tra di loro.Dopo la fantastica storia ci siamo recati nei letti per riposare dopo una lunga giornata di fatica e di meravigliose emozioni. La domenica mattina la sveglia suona presto con una bel sole radiante che ci abbaglia gli occhi e subito dopo una abbonadante colazione siamo andati a lavorare per piu di un ora per trasportare legna aiutando il paese dopo di che un bel bagno nell'aqua ghiacciata e via con una bella abbuffata per recuperare le forze per poi dividersi ancora dei compiti per poi partire alcuni sono andati a fare la legna alcuni lasciavano un ricordo disegnando e scrivendo due righe su questa magnifica avventura ed altri invece che sistemavano il rifugio. Poi verso le 15:00 circa siamo partiti, la camminata in discesa è stata stancante,ma non piu della salita che ci ha permesso di ammirare il panorama mozzafiato di cui si godeva da lassu. Spero di ripetere un’esperienza del genere in futuro e spero di poter salire la montagna e di vedere quel gran paradiso che non siamo riusciti a vedere raccontatoci da Emanuele. scusate molti errori grammaticali ci ho messo fretta ma anche il cuore spero che possa bastare e piacere grazie capi non vi ho ancora ringraziato per la stupenda uscita anzi meravigliosa grazie davvero. e grazie anche al resto dell'alta squadriglia si e creato veramente un bel clima

Alice:
Mentre salivo, non capivo per niente chi precedentemente mi aveva raccomandato che ne sarebbe valsa la pena e che il posto sarebbe stato stupendo. Ma poi, non so esattamente in quale momento, se quando il tipo col cane (?) ci ha raccontato le storie sulle aquile randagie attorno al fuoco, quando abbiamo mangiato i tortellini bollenti, quando eravamo al torrente tutti insieme, quando abbiamo fatto servizio, o quando stavamo tornando, mi sono accorta della bellezza incontaminata della valle

Martine:
Appena arrivati all'inizio della salita, nessuno sapeva che sarebbe stata così dura, ma cavolo se ne è valsa la pena. La vista che si vedeva da quelle montagne era spettacolare e ogni gradino che salivano era un passo in più per raggiungere il paradiso; dopo un'allegra cena ci siamo messi intorno al fuoco di bivacco ( dio se m mancava quel profumo!) E la valle completamente buia era illuminata solo da un cielo spruzzato da miglio i di stelle luccicanti. Intorno a quel fuoco dove chissà quanti ragazzi si sono riuniti prima di noi, abbiamo scoperto la nostra storia, la storia delle aquile randagie, una storia di coraggio,passione,resistenza. Il mattino seguente abbiamo voluto ringraziare la gente del posto per l'ospitalità e tutti insieme ci siamo messi a portare legna. Dopo la grande fatica abbiamo fatto un bagno rigenerante in quel limpidissimo ruscello; e dopo una sistemata alla casa, via verso la nostra strada. Penso che sia stata l'uscita più bella dei miei cinque anni in reparto!

Betta:
I nosti capi, durante la scorsa uscita, ci avevano insegnato la canzone delle aquile randagie che fa: "io vorrei tornare anche solo per un dì, lassù nella valle alpina" e anche "portami tra il verde dei tuoi pascoli lassù e non farmi scender mai più!" Solo dopo essere tornata dall‘uscita in Val Codera ho capito queste parole! Nei giorni successivi ho desiderato tanto tornare lassù, nonostante la fatica per arrivarci! Ed ero felice e orgogliosa all‘idea di provare, almeno un po‘, le stesse emozioni che provavano le aquile randagie tornando da quel paradiso!

Elisa:
Cogito ergo sum. Penso quindi sono. Penso.
Penso che entrare negli scout sia stata una scelta fondamentale per la mia vita; penso che i legami che si sono creati all'interno di questa comunità siano e saranno presenti per sempre. Penso,credo che quest'esperienza mi ha reso e mi continua a rendere migliore e mi aiuti a conoscere un po' più a fondo me stessa. Sono.Sono una ragazza di 16 immersa nel mondo e nel mio mondo. E ciò che sono forse lo devo un po' allo scoutismo. E' questo che ho capito dall'esperienza in Val Codera. Sono questi i sentimenti,i pensieri e le emozioni che mi hanno suscitato i racconti attorno al fuoco di Emanuele e il vedere la gioia di Fabio nell'ospitarci. Cosi riassumerei questa bellissima uscita

Fede:
Ques'uscita mi è rimasta nel cuore, mi è piaciuta moltissimo, penso che non dimenticherò mai tutte le cose belle che abbiamo fatto, dalla prima all'ultima. Emanuele e Fabio sono stati molto bravi ad organizzare le cose, il discorso della sera, durante il bivacco è stato molto significativo per il cammino scout, per farci capire quello che hanno provato gli scout prima di noi. E' stato anche faticoso trasportare i tronchi per dare una mano al paese, ma comunque è stato anche gratificante il pensiero di riuscire ad aiutare delle persone. Anche il tragitto, specialmente all'andata, è stato stancante, ma quando siamo arrivati a destinazione penso che tutti si siano scordati la fatica e dentro il nostro cuore si è accesa una scintilla di gioia per il paesaggio che ci trovavamo davanti. Veramente indimenticabile.

Jacopo:
Il week end del 7 e 8 maggio siamo andati in val Codera per un’avventura forse tra le migliori che potremmo mai vivere come scout. Probabilmente sarebbe bastato il panorama che abbiamo visto durante l’estenuante salita a farci capire quanto speciale fosse quel posto, ma, arrivati alla base scout, tutti abbiamo percepito la magia del luogo. Il contributo finale è stato dato da Fabio ed Emanuele che hanno infuso, anche nei pochi che non erano convinti, l’entusiasmo con cui bisognava vivere l’esperienza: ci hanno raccontato la storia del luogo e degli scout nei tempi del nazi-fascismo, dicendo di porci la domanda “perché sono scout?”. Sono sicuro che ognuno di noi sia uscito dalla valle il giorno dopo conoscendo la risposta a questa domanda

Luca:
Dopo una stancante ma vissuta camminata siamo arrivati alla centralina dove siamo stati immersi dalla sconfinatezza della Val codera, ad accoglierci abbiamo trovato Fabio che ci ha messo subito a nostro agio e ci ha fatto sistemare in casa. Dopo una meritata cena abbiamo fatto il bivacco che secondo me è stato molto coinvolgente grazie ai racconti sulle aquile randagia di Emanuele. Il giorno seguente abbiamo fatto servizio per il paesino ed è stato un momento di fatica ma anche di gioia e collaborazione , in seguito tutti sudato e accalorati siamo andati a fare il bagno nel fiume e poi abbiamo mangiato . Con malincuore perché ci eravamo tutti affezionati all'atmosfera del posto siamo ritornati verso casa

Sofia:
Dopo una lunghissima camminata siamo arrivati un posto stupendo immerso nella natura e lo scoutismo era nell'aria grazie ai fantastici racconti sulle Aquile randagie.

Laura:
La Val Codera è uno dei posti più belli e veri dove uno scout può ritrovare e rafforzare il suo essere scout, perché è lì dove si è fatta parte della storia dello scautismo italiano, durante il fascismo. Un posto nascosto tra le montagne, raggiungibile quasi solo con la forza delle proprie gambe e della propria volontà dove tantissimi scout passano ogni anno per immergersi nella storia delle acquile randagie, per conoscere il significato di essere scout a tutti costi nonostante i rischi. E' in posti come questi dove si apprezzano le cose semplici come un bivacco intorno al fuoco, i canti, il servizio, la soddisfazione dopo la fatica e la natura, tutte cose che abbiamo condiviso durante l'uscita di alta squadriglia del Borgolombardo 1, che probabilmente è stata una delle più belle uscite che abbia mai fatto.

Paola:
Grande avventura con gli scout a scoprire le origini del nostro gruppo! in un luogo da brivido in pace e tranquillità con la natura! oltre ad una magnifica occasione per stare un po insieme agli amici e divertirsi con loro! in cambio della magica storia raccontata la sera davanti al fuoco di bivacco il giorno dopo ci siamo messi sotto per trasportare un sacco di legna al paesello! stancante ma subito dopo siamo stati ricompensati con un fresco (e con fresco voglio dire ghiacciante) bagno sul ruscello affianco al rifugio! pranzo al sole e infine preparativi per tornare!

Marco:
Per me e stata una esperienza nuova e davvero interessante in particolar modo sono rimasto colpito dalla storia del posto.Mi sono divertito molto anche con le piccole cose,come andare a fare legna, soprattutto se ero in compagnia della mia squadriglia.Spero di rivivere presto un'altra esperienza del genere

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4-5 maggio 2013 - Sq. Pipistrelli MI31 PDF Stampa E-mail
Scritto da Davide   

sq. Pipistrelli Milano 31

La nostra Impresa di squadriglia l'abbiamo fatta qui in Val Codera, faticando tanto.

Sabato siamo arrivati in Casera con il buio. Domenica al Brasca (1.300 m) alle otto di mattina e poi giù in Centralina. Da Codera (800 m) siamo di nuovo saliti fino a “in cima al bosco” (1.250) e da lì giù fino a Novate... passando per Cola, il Tracciolino e S. Giorgio. Siamo contenti di aver fatto questa scelta.

Quella stessa Valle, con la V maiuscola, dove le Aquile Randagie combattevano il fascismo... e dove l'estate scorsa abbiamo vissuto il Campo Estivo di Reparto. Qui, dove camminano scout e cammineranno scout per sempre.

In questa valle il tempo non esiste, rivivi emozioni e fatiche di chi è arrivato prima di te e che ha creduto nei tuoi stessi ideali. Il tempo e la fatica sono relativi, sono cose che non contano in una valle che trasuda storia da ogni pietra, ogni sentiero. Il tempo scorre più lentamente possibile per farti ammirare questi paesaggi e questa magnifica natura che in città non ci circonda più. La fatica pensi che sia giusta e dovuto per la ricompensa che questa valle ti dà.

Grazie Val Codera!

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30 aprile - 1 maggio 2013 - Noviziato Milano 9/20 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giampy   

clan milano 9

 
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