Prima di conoscere la val Codera (nel 1939), le Aquile Randagie hanno svolto i loro campi estivi in diverse zone, soprattutto delle Alpi. Fare una route “al modo delle Aquile Randagie” non significa quindi necessariamente farla in val Codera: significa semmai farla con il loro stile, la loro attenzione, la loro preparazione.

Ci sono diversi motivi per mettersi in cammino con le Aquile Randagie esplorando altri luoghi che esse hanno frequentato:

  1. Si tratta di provare l'ebbrezza di preparare una route senza avere a disposizione i sussidi e i consigli che i custodi della Val Codera possono darvi, il che ne aumenta la difficoltà e quindi, per via dell'ottavo articolo della Legge, i sorrisi e i canti.
  2. Si tratta di esplorare zone dove non passano molti scout, quindi l'occasione per fare conoscere l'Associazione e per mostrare che gli scout sono gente in gamba (primo, terzo, quarto, quinto articolo della Legge, soprattutto).
  3. Allargare l'area delle route permette di ridurre l'impatto delle nostre attività sulla val Codera, in continuità con il sesto articolo della nostra Legge.
  4. Alcune zone frequentate dalle Aquile Randagie consentono la realizzazione di route in un ambiente meno selvaggio e complesso di quello delle Alpi Retiche, permettendo così di meglio adeguare i percorsi alle capacità tecniche dei partecipanti e riducendo il rischio di eventuali variazioni impreviste di percorso o condizioni atmosferiche non ottimali (sapete che c'è “l'undicesimo articolo della Legge”: lo scout e la guida non sono stupidi...).

Proviamo a indicare qui sotto alcune possibili tracce di percorsi di route sulle orme delle Aquile Randagie, che hanno la particolarità, oltre a quella di toccare luoghi da esse frequentati, di consentire con un'ultima tappa l'accesso alla bassa val Codera, con la possibilità di pernottamento in Centralina di una chiacchierata al fuoco di bivacco (tema Aquile Randagie!) e di un servizio: quello che manca a un Clan che ha fatto (molta) strada per fare un'attività completa.

Capovalle di Roncobello (campi estivi 1936 e 1940)

Roncobello è un comune della val Brembana a circa 50km da Bergamo. Seguendo la Valsecca si giunge a Capovalle e poco oltre, nei pressi del punto in cui la strada che porta alle baite di Mezzeno diviene a pagamento, si trova la zona del campo delle Aquile Randagie. Questa zona è stata usata dagli scout anche in anni successivi (chi scrive, ad esempio, ha fatto da esploratore il campo estivo di Reparto nel 1969 e un campo di Zona per capisquadriglia, da capo, all'inizio degli anni '80).

Successivamente l'area è stata attrezzata per picnic e quindi non è più utilizzabile per campi. In corrispondenza del primo tornante della strada a pagamento si trova un ponte, che era stato costruito originariamente nel 1967 dal Reparto del Milano 10° come regalo al paese per l'accoglienza, e successivamente ricostruito per adeguarlo a norme di sicurezza più stringenti nel frattempo entrate in vigore. Passare di qui significa anche ripensare a ciò che è avvenuto alla ricostruzione dell'Associazione in continuità con l'esperienza delle Aquile Randagie. Significa prendersi sulle spalle la loro eredità e creare nuove belle tradizioni che tramanderemo con gioia.

Una route che parta da Capovalle può puntare in diverse direzioni. Volendo però giungere in Valtellina per poter gustare la bassa val Codera, cercando inoltre di evitare le zone più turistiche (Laghi Gemelli, rifugio Calvi) si potrebbe pensare a un percorso di questo 

genere: Capovalle, passo del Vendulo. Via Piana, Carona, risalita per la val Carisole (per meditare l'effetto sulla natura delle opere per la creazione delle piste da sci), monte Bello, lago Moro, passo di Valcervia e discesa per la Valcervia, oppure dal monte Bello lago delle Trote, passo di Dordona e discesa per la Valmadre, oppure ancora da Carona risalita Pagliari, Dosso, val Sambuzza, alla baita vecchia deviazione a ovest per riportarsi in val Carisole oppure sempre per la val Sambuzza su fino al passo del Publino da cui si divalla per la valle omonima e terminare sempre al fondovalle della Valtellina. Sullo spartiacque fra val Brembana e Valtellina si possono vedere i resti della linea Cadorna, fatta costruire come ultima linea di difesa della val Padana durante la prima guerra mondiale. 

Dal fondovalle della Valtellina ci si può recare con i mezzi pubblici (treno) a Colico e Novate Mezzola se si intende affacciarsi alla val Codera. Il dislivello in salita dell'intera route è di circa m.1200, a seconda dell'itinerario che si sceglie ed escludendo la salita in val Codera, altri m.600 circa. La via Piana presenta passaggi esposti, non consigliabili se si soffre di vertigini.

Per preparare questa route e quella descritta successivamente consigliamo per la parte in val Brembana il sito del CAI Bergamo e la sua cartina online (attenzione, la via Piana dal passo del Vendulo a Carona è segnata sulla cartina in blu e non è un sentiero mantenuto dal CAI) http://geoportale.caibergamo.it/caibergamo_gfmaplet/ .

Per la Valtellina invece http://www.paesidivaltellina.it/orobie.htm

 

Altre routes delle Aquile Randagie

Prima di conoscere la val Codera (nel 1939), le Aquile Randagie hanno svolto i loro campi estivi in diverse zone, soprattutto delle Alpi. Fare una route “al modo delle Aquile Randagie” non significa quindi necessariamente farla in val Codera: significa semmai farla con il loro stile, la loro attenzione, la loro preparazione.

 

 

Ci sono diversi motivi per mettersi in cammino con le Aquile Randagie esplorando altri luoghi che esse hanno frequentato:

  1. Si tratta di provare l'ebbrezza di preparare una route senza avere a disposizione i sussidi e i consigli che i custodi della Val Codera possono darvi, il che ne aumenta la difficoltà e quindi, per via dell'ottavo articolo della Legge, i sorrisi e i canti.
  2. Si tratta di esplorare zone dove non passano molti scout, quindi l'occasione per fare conoscere l'Associazione e per mostrare che gli scout sono gente in gamba (primo, terzo, quarto, quinto articolo della Legge, soprattutto).
  3. Allargare l'area delle route permette di ridurre l'impatto delle nostre attività sulla val Codera, in continuità con il sesto articolo della nostra Legge.
  4. Alcune zone frequentate dalle Aquile Randagie consentono la realizzazione di route in un ambiente meno selvaggio e complesso di quello delle Alpi Retiche, permettendo così di meglio adeguare i percorsi alle capacità tecniche dei partecipanti e riducendo il rischio di eventuali variazioni impreviste di percorso o condizioni atmosferiche non ottimali (sapete che c'è “l'undicesimo articolo della Legge”: lo scout e la guida non sono stupidi...).

Proviamo a indicare qui sotto alcune possibili tracce di percorsi di route sulle orme delle Aquile Randagie, che hanno la particolarità, oltre a quella di toccare luoghi da esse frequentati, di consentire con un'ultima tappa l'accesso alla bassa val Codera, con la possibilità di pernottamento in Centralina di una chiacchierata al fuoco di bivacco (tema Aquile Randagie!) e di un servizio: quello che manca a un Clan che ha fatto (molta) strada per fare un'attività completa.

 

 
 
 

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Prima di conoscere la val Codera (nel 1939), le Aquile Randagie hanno svolto i loro campi estivi in diverse  zone. Fare una route “al modo delle Aquile Randagie” non significa percorrere la val Codera, significa semmai muoversi con il loro stile, la loro attenzione, la loro preparazione. Visita la PAGINA ALTRE ROUTE AR .

 

Video

 

 

CARTINA

La cartina migliore della valle è QUESTA: si può scaricare liberamente ed esiste un'APP per smatphone. Scopritela QUI alla pagina di cartografia.

 

F.A.Q. ROUTE

  • La "chiacchierata" sulle Aquile Randagie è prevista per TUTTE le unità in route.
  • Le Sante Messe sono celebrate solo da eventuali Assistenti che accompagnano le unità. 
  • Il servizio proposto a TUTTI consiste in lavori manuali per gli abitanti dei paesi di Codera o di Bresciadega.
 

Informazioni generali

 

  • In Codera si sale a piedi, leggeri
  • Si deve portare TUTTO il cibo 
  • Non è possibile campeggiare nei prati
  • D'estate si sale la mattina presto
  • D'inverno può esserci ghiaccio sul sentiero
  • Non si può acquistare cibo
  • La Valle è un luogo storico dello scoutismo italiano
  • I sentieri oltre il rifugio Brasca sono alpinistici
  • E' sempre necessario prenotarsi per salire in valle
  • E' bene fare un servizio per la Valle 
 
 

I quaderni!

Ecco i Diario di bordo della Centralina. Tutti scaricabili dal 2004 al 2016!!!