I percorsi

Agevole, ma lungo, sentiero ben segnato che raggiunge la testata della valle dei Ratti sotto al pizzo Ligoncio e al Sasso Manduino in zona remota e poco frequentata. Dal rifugio Volta è possibile traversare al bivacco Primalpia lungo un percorso tecnicamente più impegnativo. Scendendo poi direttamente dal bivacco verso valle si può completare un percorso ad anello. Percorribile dalla tarda primavera all’autunno, di giorno e con meteo stabile.

Difficoltà E fino al rifugio Volta, EE la traversata al bivacco Primalpia, E la discesa diretta dal bivacco.

Dislivello totale in salita 1300m al rifugio Volta; 150m dal bivio per il passo Primalpia al bivacco Primalpia.

Tempo di percorrenza 6h 30m da Casten al rifugio Volta

Acqua: acqua dei torrenti lungo tutto il percorso.

Possibilità di pernottamento: al rifugio Frasnedo (custodito), in tenda all’Alpe Camera, al rifugio Volta e al bivacco Primalpia (incostuditi, per dormire all’interno del rifugio e del bivacco bisogna procurarsi le chiavi a valle).

 

Nel tratto da Casten a Corveggia, questo percorso è sovrapposto al .

 

Dall’incrocio fra il Tracciolino (920m) e il sentiero che sale da Verceia passando per la cappella degli alpini, si imbocca quest’ultimo in salita verso Casten (975m) prima (ignorare il bivio a destra per Corveggia) e si giunge a Frasnedo (1287m). Attraversato il paese fino al rifugio omonimo, il sentiero scende leggermente fino a Corveggia (1221m) e poco più avanti, dopo aver attraversato il torrente, si trova il bivio a sinistra per il rifugio Volta segnato da alcuni cartelli (proseguendo diritto si va verso l’alpe Nave, percorso ). Dopo aver superato alcune baite isolate, e due cancelli per impedire agli animali di uscire dai pascoli (richiuderli!), a quota 1450m si incontra un bivio. Si ignora il sentiero di destra che attraversa un ponte e porta direttamente al bivacco Primalpia e si prosegue sempre diritto (a sinistra del torrente, destra orografica). Si raggiunge una baita, si prosegue risalendo una groppa erbosa (attenzione a non perdere il sentiero nelle zone erbose, identificare sempre i segni rossi e bianchi) e, dopo numerosi tornanti sul terreno ormai aperto di magro pascolo e roccette, si raggiunge l’alpe Camera, un gruppetto di baite a quota 1792m. Il sentiero è qui per poche decine di metri poco visibile: si deve attraversare in piano la spianata erbosa (tipiche foglie larghe) parallelamente al torrente fino a ritrovare la traccia poco più in là. Il sentiero prosegue ora in piano verso la base di una cascata in fondo alla valle, a questo punto è necessario prestare molta attenzione perché il bivio per il Rifugio Volta si trova sulla sinistra del sentiero, prima di raggiungere la cascata, non è segnato ed è poco visibile. Si trova dopo aver superato una valletta laterale, in corrispondenza di un dosso erboso su una curva. Il sentiero è segnato dai soliti segni bianchi e rossi e ritorna presto evidente. Si sale all’interno di un canale su gradoni di pietra fino ad arrivare all’alpe Talamucca (2100m) e da qui con un ultimo sforzo al Rifugio Volta (2212). Il rifugio è normalmente chiuso, a parte un piccolo locale che funge da ricovero di emergenza, per le chiavi bisogna rivolgersi a valle. Da qui si può ammirare la testata della valle dominata dal Sasso Manduino e dal Pizzo Ligoncio. Da qui partono anche alcuni sentieri alpinistici di alta quota che sono assolutamente fuori portata per un clan in route.

Nella fotografia della testata della val dei Ratti, la posizione del rifugio Volta è indicato dalla freccia e può essere facilmente visto con un binocolo.

 

Ripartendo dal rifugio Volta verso il bivacco Primalpia si prende un sentiero segnato in lieve discesa che porta sul lato sinistro (orografico) del circo, superando alcune baite e poi scende più ripidamente fino a giungere ad un bivio a quota 1900m circa. Qui si ritorna sul proseguimento del sentiero in costa che si era lasciato in salita, a destra si ritorna verso l’alpe Camera, mentre a sinistra si prosegue verso i Laghi e il Passo Primalpia e il Bivacco omonimo (indicazione “laghi”).

Si risale nei pressi del torrente inizialmente per labili tracce e con sbiaditi segnali bianchi e rossi, poi senza nemmeno questo, per circa mezz'ora – tempo molto variabile, visto il tipo di terreno. Superati circa 150m di dislivello, prevalentemente a destra del torrente che si incassa sempre più in una valletta con una paretina di qualche decina di metri sulla destra, si incontra un segno bianco-rosso ben visibile in corrispondenza ad un canalino che risale la parete di destra, su cui spiccano delle catene metalliche (vedi foto dall’alto del canale e foto del passaggio attrezzato). Da qui si raggiunge il bivacco Primalpia dal quale si può ridiscendere verso Frasnedo chiudendo l'anello.

 


Discesa dal rifugio Volta – Discesa dal bivacco Primalpia - Percorso Inverso. 

La discesa dal rifugio Volta non è problematica, né seguendo l’itinerario di salita né effettuando l’anello fino alla base del canale che sale al Primalpia e da qui tornando verso l’alpe Camera.

Al contrario l'attraversamento dal bivacco Primalpia al rifugio Volta comporta la discesa del tratto attrezzato, che è più complessa della salita, specie con zaini di grosse dimensioni ed è quindi sconsigliabile.

Dal Primalpia conviene tornare seguendo il sentiero che da lì scende direttamente verso valle. Il sentiero scende dapprima attraverso il pascolo fino ad un bivio a quota 1850m circa, in corrispondenza ad un consunto cartello in legno (vedi foto). Si ignora il sentiero che a sinistra conduce verso l’alpe Nave (sconsigliabile seguirlo, in alcuni punti la vegetazione lo ha coperto ed è difficile l’orientamento) e si continua a scendere incontrando un pratone con un grande larice a quota 1650m (portarsi al larice e scendere appena a destra della sua verticale a ritrovare il sentiero che presenta qualche gradino in legno). Si scende nel bosco fino a raggiungere una baita in prossimità del fondo valle, dove si attraversa il torrente su un ponte e si risale brevemente fino a ritrovare il sentiero che sale da Frasnedo (1450m).

 

Possibili varianti.

Da Casten è possibile prendere il sentiero diretto per Corveggia (cartello), che si segue stando sempre a sinistra del torrente (destra orografica) fino al termine, dove, appena dopo una fontana in corrispondenza a due baite, si congiunge con il sentiero proveniente da Frasnedo che prosegue verso il ponte che porta all'alpe Nave (itinerario ⑦). Si evita in questo modo di salire a Frasnedo, ma si perde quota inizialmente per scendere da Casten al fondo valle.

Alternativamente, si segue il Tracciolino fino al suo termine, in corrispondenza alla diga della Moledana, la si attraversa sul camminamento al suo colmo, si prende il sentiero che prima punta verso Verceia, in salita, poi fa un tornante verso sinistra in corrispondenza al crocicchio dove giunge il sentiero da Verceia e un altro dall'alpe Foppaccia. Si prosegue sul sentiero fino alle case della Moledana, si ridiscende con qualche tornante fino ad un ponticello oltre il quale si ritrova il percorso precedente (prendere a destra). Questa alternativa è consigliabile per la minore pendenza e per motivi paesaggistici (la forra a valle della diga merita un’attenta osservazione). Il tempo di percorrenza è il medesimo.

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Per chi volesse invece progettare una route più lunga, è possibile salire ai laghi e al passo Primalpia e da qui scendere nella Valle di Spluga (laterale della Val Masino, da non confondere con la più nota Valle Spluga o Val S.Giacomo che da Chiavenna sale al Passo Spluga).

 

 

 

Sentiero N°5 all'alpe Sivigia - avviso di pericolo