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Nell’estate 2025 presso l’Alpe Averta (1932m) una baita è stata ristrutturata, adibita a bivacco ed intitolata alla memoria di Enrico Fasciolo, deceduto nel 2017 a 54 anni in un incidente stradale.

Il progetto di ristrutturare una baita ed intitolarla alla memoria di Enrico, scout ed amante della montagna, è nato da un desiderio della famiglia che ne ha reso possibile la realizzazione tramite una donazione. In collaborazione con la Fondazione Mons. Andrea Ghetti - Baden è stata individuata questa baita a 1932 metri sul sentiero Roma che collega la Val Codera con la Val Masino. La realizzazione del progetto è stata quindi compiuta dalla Fondazione con le competenze dell'associazione Cantieri di Alta quota e dell'impresa Zugnoni di Cosio Valtellino.
L’alpeggio dell'Alpe Averta è il più alto della valle, non è utilizzato da oltre 50 anni e le vecchie baite sono dirute. Sulle montagne della val Codera è stata scritta una pagina importante della nostra storia: la popolazione ha saputo coltivare gli ideali di quanti hanno permesso la sopravvivenza dello scoutismo clandestino al riparo dal fascismo e anche di coloro che amano la vita in montagna e i suoi valori. Gli scout in attività clandestina raccolti nel gruppo delle Aquile Randagie sono saliti in Val Codera nel 1939 e da allora non si è mai più interrotta la presenza degli scout in questa valle.

Dopo la fase progettuale, autorizzativa ed esecutiva, con due mesi di cantiere in quota, a settembre 2025, il Bivacco Fasciolo è stato riqualificato nelle strutture.

Sarà inaugurato il 31 maggio 2026; prima di questa data saranno completati e installati gli arredi di legno, l’impianto fotovoltaico e le semplici dotazioni previste.

Alla luce dell'esperienza di questi 80 anni in Valle la Fondazione Mons. Andrea Ghetti - Baden e la famiglia Fasciolo, con la collaborazione dell’associazione Ente Educativo Monsignor Andrea Ghetti – Baden ETS, vogliono impegnarsi a terminare l’opera nell’Alpe sia dal punto di vista strutturale che ideale e renderla aperta e fruibile a tutti, riqualificando e adattando una seconda baita e l’area circostante con funzione di appoggio al bivacco e attendamento.

Nello stesso tempo sono intenzionati a dare nuova vita e forma alla gestione dei beni comuni, caratteristica della valle e dei suoi alpeggi, ricostituendo il Consorzio dei Beni Comuni di gestione dell’Alpe Averta e promuovendo proposte di sviluppo della valle.